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Nota: quando ho deciso che avrei voluto scrivere del viaggio in Myanmar ho pensato che l’avrei voluto fare raccontando le mie esperienze antropologiche, ma anche arricchendo il report con informazioni utili ad altri viaggiatori. Adesso che rileggo e sistemo tutto il materiale mi accorgo che molti numeri e nomi appesantiscono, quindi taglierò qua e là, ma butto subito un po’ di consigli che sono interessanti (credo) anche per chi in Myanmar non ci vuole mettere piede.

CAMBIARE SOLDI

La moneta locale in Myanmar è il Kyat (si pronuncia “ciàt”, così come Aung San Suu Kyi si pronuncia “on san su ci”). Il cambio ufficiale che trovate sui siti non ha nulla di realistico e nel periodo in cui io sono stata in Myanmar (22/01/2012 – 18/02/2012) il cambio ha oscillato tra gli 810 e gli 822 Kyat per dollaro americano.

Autobus urbano a Yangon: 200K
Taxi città-aeroporto: da 5000K
1L d’acqua: 250/300K (nei rarissimi e introvabili supermercati 150K)
Caffè: 250K
Shan noodles a colazione: 500K
1 piatto di noodles solitamente gigantesco: 1200/1500K
1 birra alla spina: 600K
Noodles in brodo per strada: 150K (ho osato il penultimo giorno, confidando di aver costruito in 28 giorni di dolori una barriera batterica)

Fortunatamente da qualche mese è possibile evitare il mercato nero lungo le strade, dove è importante essere molto attenti a non farsi fottere soldi durante la conta nelle numerosissime banconote locali, e ci si può recare tranquillamente in banca. Qui il cambio è molto simile da filiale a filiale, mentre ognuna ha una rigidità diversa rispetto alla pulizia della banconota. Un paio di volte stavo per schizzare quando i bancari si sono messi a osservare le nostre banconote (preziosi centoni) passandosele tra 24 mani e stropicciandole, per poi lamentare macchie di inchiostro o umido che le rendevano per loro inaccettabili. Vogliono banconote fresche di fabbrica. Onestamente non ho capito come funzioni questo discorso e avrei voluto chiedere spiegazioni a un giapponese che vive a Yangon da molti anni, ma non l’ho più rivisto. Molto spesso, sia con i tassisti che con i gestori di guest house, capita che questi esaminino attentamente la tua banconota per accertarsi che sia perfetta, la accettano e immediatamente dopo la mettono in bocca, la spiegazzano e la rendono così inutile (entro i confini birmani). Nel caso del driver di taxi è chiaro: maneggia tagli piccoli e con il successivo cliente proverà a dare il resto con banconote sporche, il turista rifiuterà sdegnato e il tassista si terrà i soldi. Ma con le banconote da 20USD nelle guest house non riesco a ipotizzare una spiegazione plausibile. Sembra tutto un grande gioco per farti perdere la testa (soldi soldi soldiiiii)!
QUANTO CAMBIARE: ovviamente dipende dal budget. Noi abbiamo speso circa 900USD e ne abbiamo cambiati 700 in Kyat. Se viaggi il più possibile autonomamente pagherai i trasporti, il cibo, i servizi vari (barca a Inle, bicicletta a Bagan, ecc.) e talvolta anche le guest house in moneta locale.

TROVARE UNA GUEST HOUSE
Durante i miei 28 giorni birmani trovare una stanza è stato spesso lungo e faticoso. Il governo ha limitato le licenze negli ultimi mesi, curiosamente in concomitanza con un incremento pazzesco -ma prevedibile- del turismo (almeno dai racconti di chi c’è stato solo 6/12 mesi fa). Addirittura a volte può essere utile prenotare, anche se è odioso non scegliere la stanza e non contrattare sul prezzo. A dire il vero è molto raro poter contrattare qui, perché il governo interviene nello stabilire i prezzi (e i titolari devono pagare le tasse in % sulla camera), ma talvolta alcune guest house godono di maggiore libertà o scelgono di giocarsela di più da businessman e si può scendere. In generale quasi tutte le accommodation birmane sono sopra il livello delle altre opzioni budget del sud-est asiatico. Spesso avrei preferito posti più spartani a un prezzo inferiore.
Chi viaggia solo sarà contento di sapere che qui il prezzo è a persona e non a stanza (pur avendo prevalentemente doppie).

DOVE SIAMO STATI (segno i prezzi a stanza, quindi per due persone)
Yangon
Tokyo Guest House: abbiamo trovato una camera singola piccola e bellissima da condividere in due per 14USD. Il letto è abbastanza largo, i bagni in comune sono puliti e la colazione giapponese con 5 portate è FAVOLOSA (ogni mattino è diversa!!!). Dalla sala comune si può sbirciare in una meravigliosa terrazza, dove abbiamo ricevuto il primo cenno dell’amore per la lettura dei birmani.

Garden Guest House: camera doppia vecchiotta con bagno interno, aria condizionata e colazione blah a 12USD. La vista dalla sala breakfast però è questa:

Inle Lake, Nyaung Shwe
Queen Inn: quando siamo arrivati alla cittadina tutte le guest house erano fully booked ad eccezione del November Hotel, dove contrattando si poteva avere una stanza a 20USD. Insistendo noi abbiamo avuto un letto a 10USD in un capanno del Queen Inn. La proprietaria ha fatto spostare al piano di sopra il cugino per lasciarci il letto al piano terra. Il letto poggiava su mattoni, c’era un topolino morto e avevamo un bagno esterno che ho deciso di frequentare il minimo indispensabile a causa delle temperature rigidissime (-1 grado).

Taunggyi
Empire Hotel: la capitale dello Shan State è a 30 km da Inle, ma è assolutamente fuori dalle rotte turistiche, nessuno si ferma qui (pochissimi). Non abbiamo trovato nulla a meno di 25USD e in generale ostilità verso i “foreigner”. Sconsiglio il Saung Cherry Hotel gestito da una donna arida e avida.

Mandalay
A.D.1: dopo varie peripezie avvenute tra il nostro arrivo alle 5 di mattina e il check out delle 11, un amico brasiliano in partenza ci ha consigliato la sua stanza (309), probabilmente la più grande di tutta la guest house, e due amici da campoash ci hanno invece sconsigliato la colazione (“è una sola”), così alla fine siamo stati nella stanza migliore per 12USD (con breakfast è 16USD). Proprietaria e staff sembra non mettano mai il naso fuori dalla hall, che è tetra e buia, con conseguenze sul carattere molto evidenti, quindi consiglio di andare nella guest house vicina (non ricordo il nome, ma basta dare un’occhiata nelle altre stradine). La posizione ti svolta l’esperienza di Mandalay città.

Shwebo
Shwe Pyu: qui abbiamo finalmente potuto contrattare per una stanza con bagno in comune a 10.000 Kyat (circa 12USD). C’è soltanto un’altra guest house per foreigner ed è quella indicata sulla Lonely, ma costava troppo e abbiamo continuato a cercare. Fare un salto sul tetto al tramonto!

Monywa
Shwe Taung Tan: è la prima segnalata dalla Lonely e dai forum, difficile trovare qualcosa di più economico. Le stanze sono state recentemente rinnovate, anche se tende, scale e spazi comuni non sono mai stati puliti dalla prima inaugurazione dell’hotel, sicuro. Colazione occidentale carnevalesca (e abbondante).
Di fronte alla guest house c’è un cinema/auditorium e alla sinistra della cancellata c’è un piccolo ristorantino che prepara 7 diversi tipi di insalate, una delle specialità birmane più gustose. Vi consiglio di provarne qualcuna! (ma non garantisco sulla safety di nessun cibo, io sono stata male molte volte)

Pakokku
Mya Yatanar: questa guest house è celebre per via dei suoi proprietari. Adesso il marito è defunto, ma la signora continua ad essere una grande intrattenitrice per i suoi clienti. Racconta moltissimi aneddoti, è premurosa, partecipa spesso alle escursioni nei dintorni e in generale ti rende partecipe alla vita di casa (comprese le sveltine pomeridiane tra puttane e puttanieri locali, notare il distributore di condom free all’ingresso!!). Il letto è stato il più scomodo in cui abbia dormito in tutti i 10 mesi di viaggio, le zanzare sono feroci, ma comunque si sta abbastanza bene. Assolutamente sovraprezzato per 12.000 Kyat a notte (con omelette a colazione).

Bagan, Nyaung-U
Star Hotel: forse il best deal di tutto il viaggio. Avevamo prenotato in un altro posto con l’aiuto della signora di Pakokku, ma è venuto fuori che non aveva capito che la guest house si trovava in un altro paese! Così camminando abbiamo trovato questa stanza pulita, con materassi comodi, bagno interno (acqua fredda), staff cordiale e familiare. Abbiamo contrattato più che facilmente scendendo da 12 a 10USD.

Chaung Tha
Shwe Ya Minn: qui molti dei posti segnalati nei forum non hanno più la licenza per gli stranieri, abbiamo girato parecchio, vedendoci offrire un materasso di 3cm in un capanno all’aperto per 14USD. Alla fine abbiamo trovato una sensazionale villetta autonoma con giardino e orto nel retro di un hotel, dove la turca al posto del water ci è valso il prezzo di 12USD con colazione prodigiosa (succo di frutta, tè o caffè, pancake fatto in casa, frutta, uovo all’occhio di bue o alla coque o scrambled, pane tostato). Fare super mega attenzione ai mosquitos, non sono innocui.

MA QUINDI DOVE SEI STATA?
Ah! p.s.: c’è chi sostiene che parlare di Myanmar è come sostenere la giunta militare che ha scelto questo nome nel 1989 e quindi sarebbe più corretto usare Burma, ma dal momento che tutti i locali parlano di Myanmar e Myanmar people io ho optato per il nome imposto con la forza.

FOTOGRAFIE
E ancora: le fotografie del viaggio sono digitali con macchinetta compatta e le ha fatte quasi tutte Thomas. Durante il viaggio ha funzionato avere questo tipo di macchina (anche se a volte ne avremmo desiderate di più e diverse), perché molto spesso la sua mancanza di pretese la rendeva parte dell’ambiente, leggera e trasparente.

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