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Oggi mi sentivo un po’ affranta perché mi mancava l’ispirazione per scrivere. Sarà che dopo la leggerezza degli ultimi racconti volevo buttare un argomento complesso e avevo un po’ di ansia da prestazione, sarà che da ieri io e T. ci siamo trasferiti a vivere in ospedale. Non è né tifo né dengue, gli esami di ieri ci dicono che non è nemmeno la peggio malattia debilitante del sistema immunitario (che il medico -nel totale imbarazzo- aveva suggerito come possibilità), ma ancora non si sa cosa sia che mantiene T. in stato febbrile da 14 giorni. Sta bene, davvero non c’è da preoccuparsi, ma vorremmo sapere cosa c’è. Io adesso scommetto sulla mononucleosi. E dico che il contagio è avvenuto in Myanmar.

Insomma, per queste ragioni oggi ho poi deciso di non forzare la tastiera e di cercare qualche video. Ne ho trovato uno che mi è piaciuto perché racconta tante cose legate al quotidiano birmano. Ve lo propongo, è divertente e amaro, dura una mezz’ora che vola perché è fatto bene (=leggero=la concentrazione nel 2012).

Happy World – Burma, the dictatorship of the absurd from Happy World on Vimeo.

Sono andata a verificare un po’ di dati, perché il video è stato caricato 8 mesi fa e il materiale girato nel 2009, quindi con la velocità a cui cambia il Myanmar volevo essere sicura di non diffondere informazioni superate senza poterle aggiornare.
All’inizio Tristan il documentarista sembra un po’ fissato sulla mancanza di sicurezza (in strada e dai benzinai improvvisati), che indubbiamente è reale e interessante, ma non particolarmente specifica del Myanmar: in tutto il sud-est asiatico c’è una scarsa conoscenza di tante regole di sicurezza di base. Insomma gli critico solo un po’ la scelta di montaggio.
La benzina è tuttora limitata a 2 galloni al giorno a macchina e il prezzo è aumentato del 30% allo scoccare del nuovo anno (adesso è di circa 0,70 Euro al litro). Sono andata a cercare il prezzo del petrol negli altri paesi dell’area e ho trovato questa lista mondiale aggiornata a marzo 2012 che vi linko -anche se non conosco l’autorevolezza del sito- così potete andare a vedere dov’è l’Italia: petrol-prices-around-the-world/ (avrete intuito che si deve scendere in fondo)
Il prezzo delle sim card non è più a 1800 dollari da un paio di anni. Questo prezzo a cui quasi non si può credere dipendeva dal fatto che il governo aveva stabilito un numero molto limitato di sim. I venditori ne hanno tratto vantaggio. Oggi è molto semplice comprare una sim da 20USD con 10USD di traffico o addirittura affittarla in aeroporto per 2USD al giorno. In giro si vedono ormai un po’ di persone con il cellulare, prevalentemente adulti, ma mi aspetto una diffusione capillare in brevissimo tempo. I ragazzi non aspettano altro, del resto avendo la Corea come modello culturale ed estetico a cosa vuoi aspirare? Peccato, spariranno i telefoni pubblici che mi hanno fatta ridere tantissimo (sono esattamente i telefoni di casa, ma a disposizione lungo la strada per 200K a chiamata).

Di internet avevo già detto brevemente. Oggi a Yangon non ci sono problemi, ma in alcune località anche turistiche la connessione può essere molto lenta per mancanza di infrastrutture (la prima e-mail ai miei l’ho scritta da Inle e ci ho messo mezz’ora usando Gmail in versione html). Anche a me è capitata poi la paginata “Access Denied” mentre cercavo di vedere il forum Thorn Tree, ma comunque la copia cache era visibile.

Nel mettere in evidenza queste assurdità del regime e nel citare sul finale Aung San Suu Kyi (“Burma is a fascist Disneyland”) ha implicitamente tirato fuori il discorso che importa tanto a me, quello che credevo avrebbe sviluppato quando all’inizio ha distinto il Myanmar dalla Corea del Nord perché il primo ha aperto le sue porte al turismo internazionale (già dal Visit Myanmar Year 1996).
Tantissimi turisti che hanno visitato il Myanmar infatti hanno un ricordo semplicemente puro e meraviglioso di questo paese, avendo usufruito di tutti quei servizi che da una dittatura l’occidentale medio non si aspetta. Io sto bene, viaggio liberamente (perché rimango nelle rotte stabilite), tutti mi sorridono.. ma cosa ci sarà di tanto brutto in questo Myanmar? Sarà che una dittatura magari l’occidentale che viaggia non l’ha mai vissuta. Ditemelo se vi sembro ripetitiva o eccessiva, non sogno altro che tirare fuori e mettere alla prova i 1000 esempi di turismo bulldozer raccolti in questi 11 mesi per vedere se sono io che sbaglio. Concludo a questo punto: nella più totale deresponsabilizzazione, il turista non si rende conto di quanto doloroso possa essere per un popolo vivere senza libertà, ma nell’illusione apparente (e non creata solo dalla propaganda!) che tutto vada esattamente come deve andare.

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