Certo America non è corretto, ma evoca chiaramente la desolazione degli spazi non vissuti o non abitati.
I media hanno estromesso l’Aquila dagli argomenti di cui si può parlare e con tutte le parole e le iniziative spese per il recente terremoto in Emilia Romagna è chiaro che vi è una volontà precisa di dimenticare gli aquilani, chiamando piuttosto in causa nei commentari i friulani del 1976.
Sono un po’ in ritardo nel pubblicare questo video realizzato a tre anni dal terremoto, ma ecco che lo faccio:

Non ci sono più i luoghi del vivere, del passeggio, dove prendere un caffé, dove fare amicizie.
Ci sono persone che non sono morte durante il terremoto all’Aquila, ma che da quel giorno non si vedono più.
Sto iniziando a organizzare un viaggio in Abruzzo per poter finalmente vedere e scoprire questa storia così poco ascoltata. Troverò il modo di registrare e diffondere quello che troverò.

Questa consapevolezza di trascuratezza per fatti e temi rilevanti si accompagna inevitabilmente al profondo fastidio che provoca sapere che vengono diffuse moltissime notizie totalmente irrilevanti per distrarre noi scimmie con 10 anni di scuola obbligatoria.
Vorrei allora proporvi Vittore Baroni che racconta come basti un finto comunicato stampa, un messaggio mandato all’Ansa, una voce diffusa via internet per far pubblicare come vere le bufale più incredibili. La storia inizia lontano e passa attraverso mail art e Luther Blisset.

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