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Il 20 marzo a Bangkok, di fronte a una platea giovane e internazionale, Romano Prodi ha tenuto un discorso in occasione della serie di eventi “Bridges”, promossa dall’International Peace Foundation di Vienna.
La Fondazione, che ha il patronato di venti Premi Nobel per la Pace, lavora a supporto della costruzione di nuovi network per perseguire la pace. Dal 1993 organizza Peace Summits in Europa, con la partecipazione di numerosi premi Nobel e figure cruciali della scena internazionale. L’obiettivo è di creare nuovi incontri, nuove conoscenze, nuovi e reali contesti di coesione: da questi vent’anni di attività sono scaturite molte collaborazioni fruttuose, attentamente riportate sul sito della Fondazione. Da quattro anni è iniziata anche la serie di attività in Asia, baluardo irrinunciabile di qualsivoglia progetto che voglia aspirare a un ruolo nel futuro.
Prodi, scelto lo scorso ottobre da Ban Ki-moon per ricoprire la delicata carica di inviato speciale nel Sahel, ha sottolineato il valore della coesione tra gli Stati per garantire ai popoli una vita senza conflitti. Ha più volte confermato di credere fermamente nell’Europa, ha sostenuto la necessità di una crisi per avvalorare la forza e l’importanza della moneta unica e ha proposto i sessant’anni di pace in Europa come esempio unico e innovativo di collaborazione tra Stati, cui il mondo può ispirarsi per progettare un futuro senza conflitti.

Prodi_Bangkok

Alla sala, Prodi ha espresso il suo entusiasmo per la grande crescita economica che sta vivendo il continente orientale, pur constatando il rischio che il centro del mondo si sposti lontano dall’Europa.
Dall’Asia in effetti l’Italia sembra sempre più piccola e isolata. La vocazione internazionale manca al nostro paese in questa fase di profondo cambiamento. Una conferma dei malumori nostrani rispetto a ciò che accade fuori dalla penisola arriva da Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Camera, nella sua recente dichiarazione in cui sottovaluta la grave crisi diplomatica in corso in India e l’instabile situazione di Cipro.
Sembra difficile ragionare in termini di “cooperazione mondiale nell’era della globalizzazione”, come recita il titolo dell’intervento thailandese di Prodi. Sembra difficile in Italia dove lo scetticismo nei confronti dell’Europa e dell’Euro continua a far discutere e ha certamente mosso voti nell’ultimo confronto elettorale.
Dal pubblico di Bangkok sono arrivate domande riguardanti il presente dell’Italia, prova che Prodi viene riconosciuto non solo per il suo ruolo in Europa e oggi all’ONU.
A fine giornata non arrivano indiscrezioni sul futuro dell’Italia, ma registriamo il segnale che per attraversare la crisi a testa alta dovremmo far circolare un po’ più d’aria cosmopolita tra i nostri preziosi interni.

Romano Prodi, Bangkok, 20 marzo 2013, “Politica e pace, cooperazione mondiale nell’era della globalizzazione”
http://www.peace-foundation.net/

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