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Questo mio articolo è uscito ieri su China Files

Lo stesso giorno in cui Human Rights Watch pubblica un (annunciato) report di 164 pagine, in cui accusa il governo del Myanmar di essere complice delle atroci violenze subite dalla minoranza musulmana, l’Unione Europea abolisce le sanzioni contro l’ex dittatura asiatica.

Rimane oggi valido soltanto l’embargo sulla vendita di armi. Per molti aspetti, le sanzioni europee hanno contribuito a mantenere il popolo del Myanmar isolato dal resto del mondo, proprio come voleva la giunta militare al potere. L’aspetto critico della scelta dell’UE risiede nella dichiarazione in cui riconosce “il notevole processo di riforme” attuato dal governo, comprendendo le azioni intraprese “a protezione di tutte le minoranze etniche”.

HRW ritiene legittimo parlare, in base alle sue indagini, di pulizia etnica, in corso di svolgimento nei confronti del popolo Rohingya. Sebbene il governo del Myanmar… [continua a leggere su China Files]

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