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L’ultimo Speciale Asia di China Files in collaborazione con il manifesto ha come tema i CONFINI. Tra i tantissimi contenuti c’è un mio pezzo su Occidente/Oriente, Aung San Suu Kyi, diritti umani e culture asiatiche.

Da attivista celebrata dall’Occidente, a politica che deve difendere interessi ben precisi: come cambia la percezione della “Lady” birmana.
ATTIVISMO E POLITICA: IL CASO AUNG SAN SUU KYI

Sarebbe possibile parlare della fine dell’Unione Sovietica senza nominare Solzhenitsyn? Possiamo pensare alla caduta della cortina di ferro senza fare riferimento a Milan Kundera e un mucchio di altri scrittori? Gli scrittori del Myanmar hanno giocato un ruolo altrettanto significativo, nei cambiamenti che adesso stanno travolgendo il paese, delle loro controparti dell’Europa orientale e della Russia. Che questo sia così poco riconosciuto dice molto della visione mondiale della cultura in Asia. Amitav Gosh

Di quanto il mondo occidentale sottovaluti la cultura asiatica, perché non la conosce, si inizia fortunatamente a discutere sempre di più e nuove pubblicazioni per colmare questa profonda separazione stanno finalmente comparendo anche in Italia. Ma il motivo per cui il confine tra Oriente e Occidente sta assumendo un aspetto meno inaccessibile è in gran parte dovuto ad interessi economici, che, come Amitav Gosh fa notare in un altro passaggio di questo intervento nel suo blog, adombrano altri cruciali aspetti che aiutano a capire paesi sconosciuti ai più.

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